Un amore a Roma

Titolo originale: Un amore a Roma
Paese di produzione: Italia, Francia, Germania Ovest
Anno: 1960
Regia: Dino Risi
Soggetto: romanzo omonimo di Ettore Patti
Sceneggiatura: Ercole Patti e Ennio Flaiano
Interpreti principali: Mylène Demongeot, Peter Baldwin, Elsa Martinelli, Claudio Gora, Maria Perschy

Ma l’amore può superare le distanze?

Un amore a Roma, girato nel 1960 da Dino Risi e ispirato al romanzo omonimo di Ercole Patti, è la storia di Marcello (Peter Baldwin), giovane intellettuale aristocratico, che si innamora di Anna (Mylène Demongeot) una bella ragazza la cui aspirazione è diventare attrice. L’attrazione tra i due scatta in modo del tutto spontaneo, naturale, senza lunghi corteggiamenti e dà inizio a una felice relazione. Con il tempo, però, Marcello scopre che la natura libera e passionale di Anna la spinge a ricercare continue avventure. Alla fine deve accettare l’impossibilità di costruire un relazione stabile con lei e la allontana, consegnandola al suo destino.
Il film è un affresco in forma malinconica e rassegnata dello stesso mondo rappresentato nel La dolce vita di Fellini (è da notare la coincidenza dell’anno 1960 e del nome del protagonista Marcello): i set per film dozzinali; la gioventù annoiata; la grande ricchezza prodotta dal boom economico; il perbenismo; il sogno della ribalta che promette gioie e successi. A volerlo interpretare ci si trova davanti a diverse prospettive: sentimentale; sociale; moralistica e, al di là delle più immediate letture, ci si può sentire sollecitati dalla domanda sulle dinamiche che conducono un uomo, corteggiato e amato da belle e ricche ragazze appartenenti alla Roma bene, a subire così fortemente il fascino di una ragazza molto semplice, apparentemente ingenua, e priva di grandi qualità. Dal film si possono ricavare diverse risposte, anzi si può perfino scoprire che Anna non è probabilmente la ragazza così vuota, spregiudicata e approfittatrice che sembra, ma è dotata, a differenza delle corteggiatrici di Marcello, di una forte vitalità contagiosa, aria salubre per chi si sente asfittico in un mondo dominato dalle convenzioni. Rimane, però, l’interrogativo: possono convivere due mondi così distanti come quello di Marcello e di Anna? Un amore a Roma, che per alcuni aspetti anticipa la tematica dell’“incomunicabilità” presente in film come L’eclisse di Antonioni, sembra dire di no! E probabilmente, se non si cade in una considerazione moralistica che pur sembra presente nel film, si è portati a condividere la risposta. Molto istruttivo è scoprire i luoghi di Roma che hanno fatto da set e confrontarli con i cambiamenti che hanno subito nei nostri giorni. Un amore a Roma è un film da vedere e da riscoprire. Buona visione a tutti.
Graziano Perillo

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