Silence

silence

Titolo originale: Silence
Paese di produzione: Stati Uniti, Taiwan, Messico, Italia, Regno Unito, Giappone
Anno: 2016
Regia: Martin Scorsese
Soggetto: Shūsaku Endō (romanzo)
Interpreti principali: Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano

C’è più di un motivo per il quale “Silence”  merita di essere visto: in primo luogo per la sua costruzione narrativa e per la forza con la quale riesce a riportare lo spettatore nel lontano diciassettesimo secolo; in secondo luogo per le domande che suscita sullo sfondo del dramma di colui che si trova solo dinanzi al silenzio di Dio con gli occhi colmi di sofferenza, con l’animo che oscilla tra il dubbio e la fede. L’interpretazione può essere modulata su vari livelli. Il primo e più immediato riporta il film al filone del cinema religioso  e lo avvicina a pellicole come Il settimo sigillo di Bergman, Il diario di un curato di campagna di Bresson, ma anche Uomini di Dio di Xavier Beauvois. La carica di domande esistenziali, gli interrogativi sulla relazione tra grazia e peccato, tra certezza della fede e dubbio fanno del film di Scorsese una opera di grande impatto emotivo, soprattutto per chi  non è indifferente alle questioni generali del senso dell’esistenza umana. Il film appare essere così un dramma della ragione, lo stesso dramma consumato nella passione di Cristo, rappresentato ogni qualvolta la mano assassina si solleva sui più deboli e poveri. Il film, però, può aprire altre considerazioni per riportare alla memoria il martirio subito oggi dai cristiani, ma non solo, in alcune aree del mondo, e allo stesso tempo individuare nell’attività di diffusione di una visione religiosa un elemento problematico sia per il rispetto che in sé chiedono le autorità di culture diverse sia per la possibilità che dietro la religione possano nascondersi interessi di colonizzazione politica. Dal punto di vista storico, è interessante notare un parallelismo che non c’è nel film: il secolo XVII non è stato soltanto teatro di guerre di religioni in oriente, ma anche in occidente (la guerra dei Trent’anni ad esempio) ed è stato un secolo di intolleranza che ha visto la condanna al rogo di Giordano Bruno e l’abiura di Galilei.
Graziano Perillo

4 pensieri riguardo “Silence”

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