Nodo alla gola

nodo alla golaTitolo originale: Rope
Regia: Alfred Hitchcock
Paese di produzione: Stati Uniti
Anno: 1948
Interpreti principali: Farley Granger, Joan Chandler, James Stewart

Un sabato sera in compagnia di Hitchcock …

L’ospite d’onore del nostro ultimo incontro di cinefili è stato il film “Nodo alla Gola” diretto e prodotto da Alfred Hitchcock nel 1948. Il soggetto del film è tratto dalla pièce teatrale “Rope” di Patrick Hamilton e s’ ispira ad un fatto di cronaca nera che sconvolse l’America: l’uccisione da parte di una coppia di omosessuali di un ragazzo quattordicenne con l’unica motivazione di compiere il delitto perfetto.

Gli avvenimenti del film seguono tuttavia un altro corso.

Siamo in un appartamento newyorkese in un tardo pomeriggio d’estate, due giovani studenti legati da una relazione omosessuale, Brandon e Phillip, uccidono per il solo piacere del gesto il loro compagno di collegio David e ne nascondono il cadavere in una cassapanca, qualche minuto prima di un cocktail cui sono invitati i genitori del morto e la  fidanzata Janet. Partecipano al party anche l’ex migliore amico della vittima, Kenneth, legato in precedenza a Janet ed il loro ex professore di college Ruppert, interpretato da James Stewart, invitato da Brandon con la speranza che esprima, nel corso della serata, le proprie teorie sull’omicidio “come un privilegio di eletti”. Brandon è spavaldo e ciarlone, cinico e a tratti sadico, tenta di far cadere nuovamente Janet nelle braccia di Kennet e si spinge a regalare al padre della vittima dei libri legati dalla corda con la quale ha ucciso il figlio. Phillip, succube della forte personalità di Brandon, invece è insicuro, tenta di soffocare la propria ansia rifugiandosi nell’alcol e in più occasioni è sul punto di confessare l’omicidio. Completano la scena la cameriera e la zia di David ciarlona e sbadata, venuta al party in sostituzione della sorella malata.

Nodo alla gola è un film sperimentale ed innovativo in cui Hitchcock realizza l’ambizione di girare un film in un unico piano-sequenza, in modo da poter ottenere una perfetta coincidenza fra la durata del film e la durata dell’azione. In realtà il film è costituito da 11 piani-sequenza della durata di dieci minuti ciascuno, corrispondenti ognuno alla durata massima della pellicola della bobina. Hitchcock risolve astutamente il problema delle interruzioni nella continuità delle riprese, che si sarebbero avute con il cambio di bobina, facendo passare, al termine di ciascuna scena, un attore davanti all’obiettivo della macchina da presa e iniziando la successiva scena con la ripresa del medesimo primo piano. La realizzazione del film comportò non poche difficoltà, le scene dovevano essere studiate prima ed immaginate in ogni minimo dettaglio, attori e tecnici avevano dei percorsi segnati sul pavimento che dovevano rispettare rigorosamente muovendosi in uno spazio molto esiguo, quasi claustrofobico, rappresentato da un ingresso, una soggiorno ed un pezzo di cucina. Passando da una stanza all’altra le pareti del soggiorno o dell’entrata sparivano su rotaie silenziose e anche i mobili venivano allontanati spinti a mano su piccole ruote.

Nodo alla gola è un film in cui Hitchcock mescola con equilibrio gli ingredienti tipici del suo fare cinema: suspence ed umorismo.Sin dall’inizio sappiamo chi siano i colpevoli e questa conoscenza ci fa seguire i protagonisti con apprensione chiedendoci se e quando si tradiranno, se e quando saranno scoperti. Come in molti altri film di Hitchcock non vi sono battute o gesti inutili, la recitazione è serrata ed i protagonisti siano essi i colpevoli o gli innocenti invitati al party  si avvicinano in più occasioni “pericolosamente” a scoprire il misfatto. Il crescere dell’emozione, tuttavia, è stemperato sapientemente da improvvise battute, affidate per lo più a James Stewart, come nei dialoghi fra il professore e la zia di David.

Il film è, in definitiva, un riuscito gioco di emozioni.D’altra parte come Hitchcock confessa la sua principale intenzione nel fare un film era proprio questa: “Io gioco con l’emozioni del pubblico, è vero. So come prepararlo, so come farlo ridere al momento giusto e so come farlo restare inchiodato alla poltrona per la paura, quasi fosse sul punto di gridare, perché so che alla fine uscirà dal cinema ridacchiando. Si tratta delle stesse persone che urlano quando la vettura sulle montagne russe inizia la discesa folle e che ridono quando arrivano alla fine. Per qualche ragione essi godono della propria paura”.

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1 commento su “Nodo alla gola”

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